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Lettere al Presidente      
                                  

Innanzitutto ringrazio a tutti quei operatori  che ci scrivono quasi giornalmente e cercherò  di rispondere  a tutte le lettere  che trattano di argomenti  di carattere generale, o che richiedono riflessioni  per problemi che abbracciano noi tutti operatori del settore.
Forse qualche lettera non avrà spazio, ma sarebbe impossibile rispondere a tutti coloro che con la loro pazienza  con i loro scritti e suggerimenti cercano di dare un contributo,  ma li invitiamo  a continuare e darci i loro consigli e  suggerimenti e a segnalarci le loro opinioni Grazie        Il  Presidente Comm O.T. Filippo Pittalà

Signor Presidente,
Sono Antonella da Empoli, ho frequentato il  corso di 1° livello di cucina la settimana scorsa; ne ho ricavato sicuramente più fiducia  nelle mie capacità, pur rendendomi conto  che intraprendere una professione all'età di 38 anni non sia facile. Prima di frequentare  questo corso ho cercato altre scuole, che avrebbero potuto darmi  una preparazione adeguata, pur non essendo  più giovanissima. Credo che chi desideri intraprendere questa professione debba sopratutto mettere le basi che sicuramente un ragazzo che abbia frequentato una scuola quinquennale alberghiera avrà.Ma una persona come me  che ha tanta passione, ma non ha più la giovane età per frequentare una scuola alberghiera, non abbia nessuna soluzione tranne che piccoli corsi per famiglie. Sicuramente a chi ha voglia  di iniziare questa professione, consiglierei di seguire i vostri corsi, per rendersi conto della gestione di una cucina. Purtroppo non potrò proseguire i vostri corsi dal momento che ho trovato un impiego e questo  anche grazie al coraggio che mi avete trasmesso. Desidero ringraziare la  F.E.P.R.A.T. ed in particolare il Presidente Filippo Pittalà, che oltre ad essere chiarissimo nelle sue spiegazioni, riesce a far trasparire la sua grande passione per questa professione. Terrò conto dei suoi consigli sopratutto quello di parlar dimeno  ed osservare bene e meglio ciò che si svolge intorno a me. Le farò sapere come proseguirò per questa nuova strada . Mi rendo conto  che non sarà facile per me, ma la mia volontà di imparare e la mia grande passione di cui Lei si è reso conto   faranno il resto. ancora un grazie.  Antonella  di Empoli

R) Cara  Antonella mi ricordo di te, e come vedi ho pubblicato la tua lettera integralmente come me l'hai trasmessa. Sono contento che tu finalmente dopo aver frequentato  il nostro corso, anche se solamente quello di 1° livello ti abbia permesso di metterti in giuoco,  e proporti per un lavoro nella ristorazione. Io ti faccio i miei migliori auguri, e non temere, per la tua età, anche tu potrai farcela a diventare un punto di riferimento della ristorazione. Per raggiungerlo ci vuole  amore per la professione, spirito di sacrificio, e passione per la propria professione, e credo che a te non mancano. Tanti auguri    

Signor Presidente, la presente unicamente per ringraziare tramite Lei,  la  F.E.P.R.A.T., che con i suoi corsi mi ha dato modo anche se  non ero più un ragazzo (32 anni),di potermi proporre ed essermi inserito  presso strutture ricettive. Dove ora lavoro con soddisfazione professionale, economica e con grande piacere personale.
Dopo i corsi fatti con la  F.E.P.R.A.T ho visto il mondo Ristorativo con occhi diversi.   E totalmente diverso di quello che io precedentemente immaginavo. Oggi io non sono uno chef di cucina, ma un buon cuoco, e scusate s'è poco, per uno che ha fatto il 1° corso a 32 anni.  Io s
pero che la mia esperienza e testimonianza, possa far prendere coraggio a  tutti coloro,  (sicuramente sono in molti) che vogliono inserirsi in questo contesto, e che non trovano il coraggio di proporsi, in quanto non hanno conoscenza nel campo. Il mio consiglio di cuore è; partecipate anche se solamente al corso di 1° livello della  F.E.P.R.AT.  per rendervi conto quali sono le potenzialità di crescita nel settore, e sicuramente poi sarete voi direttamente interessati  che vorrete partecipare ai corsi successivi.
                                                                                                                                       Fidanza Sandro
Caro Sandro, la tua lettera  parla da sola, io non ho parole, sono commosso, Grazie e tanti auguri 

Signor Presidente, sono Antonio Di Matteo,  mi permetta di  chiederLe, secondo lei quale sarà, la presenza di noi italiani in qualità di operatori del settore nell’ambito della ristorazione alberghiera, saremo ancora una forza  numerica o saremmo sempre di meno, vi saranno ancora veri professionisti o la professionalità andrà sempre più scomparendo,  la ringrazio per la risposta.
Caro collega ed amico rispondo al tuo breve scritto e colgo con questa risposta  rispondere ai moltissimi colleghi  soci e non soci che  in forme diverse mi hanno posto le stesse domande. Dunque rispondendo alla tua prima richiesta posso dirti quello che penso ( anche se sicuramente per qualcuno non fa testo, ma non ha importanza, io do il mio giudizio su quello che vedo andando in giro e sulle testimonianze che mi scrivono ogni giorno molti operatori del settore,  e colgo  l'occasione per scusarmi con coloro, che non sono stati ospitati nel nostro giornalino, per questioni di spazio.
Io credo che saremo sempre di meno, anche se le scuole alberghiere hanno fatto e continuano a fare un grande sforzo per preparare futuri operatori del settore. Ma tutto ciò non basta ci vuole (come ho sempre scritto) passione, amore, e se è vero che amore e passione
tradotto in termini reali vuol dire sacrificio , mi chiedo quanti di questi giovani e meno giovani vogliono fare sacrifici? Tutto ciò porta ad una presenza sempre minore di italiani che prestano la loro opera negli alberghi e nei ristoranti sostituiti dagli emigranti forza emergente.  Per il secondo quesito ti rispondo i veri professionisti esistono, ce ne  sono  molti,  ma ci sono problemi appunto di professionalità da parte di molti  “ albergatori Ristoratori” diventati tali dalla disponibilità economica, e non dalle capacità o dell’interesse verso la  professione, ma sono spinti solo dall’egoismo di fare denaro presto e sfruttando tutte  le possibilità, compreso lo sfruttamento del personale. Ma per fortuna  questi signori non sono tanti, e con il controllo che gli organi competenti fanno, tutto ciò   va man mano  a migliorare, ma serve anche il nostro impegno.
Signor Presidente Sono Gianluca   volevo chiedere cosa ne pensa di un albergo 4 stelle, che fa pagare un servizio per tale categoria, mentre nella realtà offre un servizio di sala e anche di cucina, con personale non qualificato. Le faccio un esempio  ho lavorato presso una struttura di 4 stelle,  la tariffa era a 150000 giornaliere per la pensione completa, ma il servizio di sala era svolto da me  da un responsabile  di sala che più che un Maitres  doveva fare  tuttofare, che lavorava con  la speranza di trovare qualcosa di più professionale per poter andare via. Mentre tutto l’altro personale erano studenti, di cui una  di ragioneria, una altro ragazzo   perito elettronico e cosi via. Quello che le  chiedo è; questa azienda non poteva rivolgersi ad una scuola alberghiera o ad una associazione di categoria, tipo la M.I.R.A. , l’A.I.B.E.S.   La  F.E.P.R.A.T. per  assumere personale con capacità tecniche professionali? Grazie per la risposta.
R
Caro Gianluca, grazie per la tua lettera, e lo voluta pubblicare perché quello che tu segnali purtroppo è vero, corrisp
onde a verità, secondo il mio modesto parere, dove non viene impiegato personale qualificato, si dovrebbe praticare,  a tutti coloro che usufruiscono dei servizi, uno sconto considerevole per il servizio  di qualità pubblicizzato  ma che in realtà  non viene loro dato, ma nella realtà pagano
Signor Presidente
mi chiamo Stefania, sono una ragazza della scuola alberghiera, quest’anno stagione 2001 sono stata inviata dalla mia scuola a fare uno stage presso un albergo  sito a San Benedetto del Tronto. Il periodo di questo stage, è stato dal 20 Giugno fino al 10 Luglio. Come ben saprà gli stage non vengono retribuiti, ma è altrettanto vero che gli stagisti, dovrebbero solamente apprendere,  e svolgere alcune mansioni al fine di poter fare un po’ di pratica e rendersi conto del tipo di lavoro. Ma nella realtà succede, che albergatori e anche  ristoratori, credono di poterci impiegare e adoperarci, al fine di  sostituire o risparmiare personale che altrimenti gli  imprenditori dovrebbero pagare e mettere in regola. Le chiedo cosa ne pensa lei di questi stage a stagione quasi iniziata? Grazie per la risposta
R Cara Stefania, io credo che gli alunni delle scuole alberghiere devono svolgere gli stage, serve per la loro crescita professionale, e gli stage le fanno rendere conto di cosa veramente è il mondo del lavoro. Anzi una cosa devo dire e mi riferisco a tutti i ragazzi delle scuole alberghiere, quando andate a fare degli stage, fatelo con passione ed impegno, ma fate si che non veniate usate/i  per  sostituire personale mancante, o per far risparmiare stipendi all’imprenditore. Fate capire con educazione , ma altrettanta fermezza, che voi siete là  per osservare come viene svolto il lavoro, e non siete là per sostituire qualcuno, facendo risparmiare denaro rendendo cosi, disoccupati altri colleghi, che sono già nel mondo del lavoro. Per quanto invece si riferisce il periodo, io  non condivido, lo svolgimento degli stage a stagione iniziata, come nel tuo caso. Credo che gli stage devono essere svolte durante il periodo scolastico, e non a fine scuola. Credo inoltre che i ragazzi delle scuole alberghiere, hanno il diritto, di potersi guadagnare qualcosa, occupandosi, in strutture ricettive, prestando la loro opera venendo retribuiti, anche se in qualità di apprendisti, ma sempre e comunque retribuite.
 
D
Signor Presidete 
mi chiamo Giuseppe Carannante, Le scrivo per mio fratello Roberto.
Qualche tempo fa, grazie ad un annuncio inserito su internet, è stato contattato per un lavoro a Courmayeur come cameriere,fino al 31/03/02. Visto che si trattava del suo primo contratto non "al nero", ha firmato senza leggere il contenuto. Nel contratto che non avevo letto prima di firmare era  stato assunto con un contratto di apprendistato fino al 07/12/04, data inserita in un secondo momento, cioè quando mio fratello ha richiesto una copia del contratto. La direttrice gli ha detto che contava la data scritta in quel momento da lei sul contratto e non quello che gli è stato detto telefonicamente, e che in qualunque momento avrebbe potuto licenziarsi. Quello che mi chiedo è questo: mio fratello nel 96 ha conseguito un diploma di qualifica di addetto ai servizi alb.ri sala/bar, nel 98 diploma di maturità di tecnico di attività alb.re, nel 00 specializzazione di cameriere IV° qualifica presso l'esercito italiano, e varie esperienze lavorative "al nero" tutto questo non bastava per assumerlo con un contratto stagionale anziché di apprendistato?
Vi ricordo che ha 22 anni.
Vi sarei grato di un piccolo aiuto, Vi ringrazio anticipatamente,
Giuseppe Carannante
R Caro Giuseppe, innanzitutto devo dirti che in qualsiasi tipo di annuncio sia su giornali che su internet   si deve fare attenzione specie quelli che sono annunci liberi, cosa diversa solo gli annunci che vengono pubblicati sul Sito della  F.E.P.R.AT.  in quanto gli annunci sono fatti solo dai soci della Federazione, che nella maggior parte dei casi si attengono nel rispetto delle norme contrattuali, anche grazie alla nostra continua sensibilizzazione in questo senso.
Nel secondo caso,quando si firma qualsiasi documento se ne deve sempre richiedere una copia, e contestare se vi é qualcosa di diverso di quanto si era concordato. Per terzo punto, per la declassificazione delle qualifiche si deve avere l'autorizzazione  del prestatore d'opera. e far valere quella. Pertanto il consiglio che posso dare a tuo fratello è quello di parlarne con la direzione.

D Signor Presidente,troverei sensato che la vostra associazione si adoperasse per porre fine al problema del fumo nei ristoranti,facendo le dovute pressioni sul Ministro Sirchia  ( che ha già dimostrato una certa sensibilità a proposito ).
Francamente non capisco la resistenza di alcuni  ristoratori nei confronti di una limitazione o soppressione del fumo nei loro locali.Capisco che esistano timori di perder qualche cliente fumatore,tuttavia essi sono assolutamente infondati per i seguenti motivi :
1-la quasi totalità degli italiani è favorevole alla creazione di sale per non-fumatori separate da quelle in cui si fuma e,un alto numero di non-fumatori e circa il 15% dei fumatori è addirittura favorevole ad un divieto assoluto;
2-se anche si arrivasse ad un divieto assoluto ( che come spiegherò più avanti sarebbe comunque la soluzione ottimale ) la quasi totalità dei fumatori continuerebbe ad andare al ristorante così come va al cinema ( dove il divieto è in vigore da ormai molti anni ) ;
3-se ( sempre in caso di divieto assoluto ) si perdessero davvero quei clienti che non possono rinunciare al fumo neanche per la durata di un pasto  - ma quale soddisfazione danno ad un ristoratore che ami il proprio lavoro coloro che alterano col fumo i profumi e i sapori dei cibi dei piatti che vengono loro offerti ? - ,si acquisterebbero  comunque come nuovi clienti tutti quelli che non vanno ,o vanno raramente ,a mangiar fuori per il motivo opposto,e cioè perchè non riescono a sopportare il fumo presente nell'ambiente ( conosco molti che,come me,non sono mai andati in certi locali, ed in altri non ci sono più tornati,a causa del fumo ).
Considerando quindi quanto appena esposto ogni timore dovrebbe ragionevolmente essere abbandonato.
Si consideri inoltre che il fumo passivo nuoce gravemente alla salute non solo dei clienti ma anche, e maggiormente perchè lo respirano più a lungo,a quella dei lavoratori di sala : si conoscono molti casi di camerieri che hanno contratto gravi patologie ( tumore ai polmoni ecc. )  per aver respirato il fumo altrui durante il proprio lavoro.
E allacciandomi a  quest'ultimo punto vengo al discorso sulla proibizione totale.
E' ovvio, per ciò che ho appena detto,che allestendo sale per non-fumatori e altre per fumatori i lavoratori di sala respirerebbero comunque il fumo dei clienti presenti in quest'ultime.E questo è un primo motivo per preferire la soluzione del divieto totale.
Un'altro motivo è dato dall'impossibilità per molti ristoratori di allestire ambienti divisi,cosicché essi resterebbero penalizzati nei confronti di altri che invece avessero la possibilità di offrire queste aree alla propria clientela.
Resta la strada dell'installazione di potenti aspiratori,che comunque non è priva di ostacoli : costi ( elevatissimi ) a parte,come si riuscirebbero a far passare i tubi necessari per far funzionare queste macchine in quelli ambienti storici che hanno pareti affrescate,decori sui muri eccetera? Di certo non sarebbe possibile ed ecco,di nuovo,la discriminazione tra questi locali e quelli provvisti di aspiratore !
Insomma,la proibizione totale del fumo non creerebbe alcun problema,sarebbe rapida da attuare,priva di qualsiasi costo per i gestori e sarebbe l'unica soluzione che permetterebbe davvero a tutti di respirare aria pulita.
Mi auguro che prenderete seriamente in esame queste considerazioni e che,in ogni modo,farete il possibile per far uscire la ristorazione italiana da questa assurda situazione che non le fa di certo onore.
Si pensi che in molti dei migliori ristoranti del nostro paese,quelli ai vertici nelle classifiche delle migliori guide ,non esistono neanche sale per non fumatori : si è costretti così a "degustare" cibi e bevande di eccellente qualità col fumo del vicino di tavolo nel naso,tutto ciò per la modica cifra di due o trecentomila lire a testa !
Credo che tutto ciò non abbia bisogno di alcun commento e comunque penso che davvero i tempi siano maturi perché si operino dei cambiamenti in merito e si arrivi a delle scelte degne del Paese civile che vorremmo essere.
In attesa di una gradita risposta porgo distinti saluti. Marco Badiani

Caro Marco grazie per la tua lunga ed esauriente lettera che mi hai inviato e come vedi l'ho pubblicata interamente ad
eccezione della pubblicità delle guidi a cui tu facevi cenno.  Io condivido appieno il tuo disappunto sul fumo nei  ristoranti ed in tutti quei locali pubblici, anche perché anch'io sono stato nella mia giovane età un fumatore passivo mentre svolgevo il mio lavoro in strutture ricettivi ristoranti ed alberghi. E sono d'accordo con te  dell'abolizione del fumo nei ristoranti  durante i pasti,  oppure riservare dei locali appositi. Noi ringraziamo il Ministro Sirchia per la Sua iniziativa, ma ci sono tantissime resistenze economiche  e di interesse a discapito di chi come te e me non fumatori.Quello che possiamo fare e di disertare quei locali, dove si viene autorizzati a fumare o che  pur avendo dei depuratori, non li mettono in funzione per risparmiare sul loro consumo

 

Egr. Signor Presidente, sono il barman Giovanni Amato,  devo portare  in discussione con gli altri colleghi  del settore specifico, per sentire cosa ne pensano sul fatto , che affinchè una persona  per poter esercitare la professione di barista sarebbe necessaria anche se non tanta magari    un minimo di cultura generale di cosa è una mescita, un  bar e prima di poter avere un rapporto con il cliente, il fatto che oggi per fare il barista  non ha bisogno di nessuna abilitazione per operare. In poche parole voglio dire che bisogna dare una sorta di patente prima che il barista serva dietro un banco, visto che anche un presunto barista può avvelenare più di uno chef e creare  seri danni per il consumatore e insudiciare la professione. (Magari proporla come vera legge in difesa dei baristi e consumatori).
Far crescere la consapevolezza magari  incominciando con il creare un giornale dedicato ai barman, aspiranti barman e baristi. Io inviterei anche l'associazione  F.E.P.R.A.T.  di svolgere magari dei corsi specifici  con  costi accessibili a  tutti quelli che amano la professione del bar.
Tutto ciò  vuole essere una è un abbozzo delle mie idee che possiamo renderle operative se a voi va aspetto vostre notizie per darvi i miei dettagli sui progetti su citati.

                                                Distinti saluti Giovanni Amato